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Orari
L’U.O.S.D. Stroke Unit di II livello, con 4 posti letto, è dedicata al trattamento acuto delle ischemie cerebrali.
La Stroke Unit garantisce una gestione tempestiva e altamente specializzata dei pazienti con ictus, attraverso un approccio multidisciplinare che coinvolge neurologi, infermieri, fisiatri e altri specialisti, con l’obiettivo di ottimizzare la ripresa funzionale e ridurre le complicanze.
Nel 2024 e nel 2025 la Stroke Unit di Santorso ha ricevuto il riconoscimento internazionale ESO-Angels Award, ottenendo lo status Gold e lo status Diamond. Il premio attesta la qualità del percorso integrato per la gestione dell’ictus acuto, che coinvolge non solo neurologi e infermieri della Stroke Unit, ma anche il Pronto Soccorso, la Radiologia, l’Unità Coronarica, il Laboratorio e le altre strutture ospedaliere interessate.
La valutazione si basa su indicatori di qualità, quali i tempi di intervento, l’appropriatezza dell’imaging e la completezza dei percorsi assistenziali, secondo standard verificati dal registro internazionale SITS-MOST.
L’U.O.S.D. Stroke Unit di II livello afferisce al Dipartimento Medico, che comprende anche Neurologia, Medicina 1, Medicina 3, Geriatria, Malattie Infettive, Oncologia, Recupero e Rieducazione Funzionale, Nefrologia e Dialisi, Day Service, Pediatria ed Endoscopia Digestiva, assicurando continuità assistenziale tra fase acuta, ricovero e follow-up.
La STROKE UNIT si occupa della diagnosi e terapia delle malattie cerebrali vascolari (Ictus cerebrale ischemico ed emorragico e TIA) in fase acuta, al fine di limitare le complicanze legate all’evento ictus, di favorire il recupero delle abilità compromesse e di promuovere precocemente il reinserimento sociale grazie ad una personalizzazione dei percorsi assistenziali. Alcuni pazienti, selezionati sulla base di precisi criteri clinici di inclusione, possono essere trattati con un particolare metodo di cura, denominato fibrinolisi. Questa tecnica, utilizzata esclusivamente negli ictus ischemici, serve per tentare di "sciogliere” il coagulo contenente fibrina che costituisce la causa dell’occlusione arteriosa e della conseguente riduzione del flusso ematico a livello cerebrale. Nei casi in cui la fibrinolisi non è indicata, il ricovero in strutture dedicate e la presa in carico riabilitativa precoce permettono di migliorare e prevenire gli esiti invalidanti.
Al termine della fase acuta (in genere dopo i primi 10 giorni) vengono poi decise le modalità di prosecuzione del programma riabilitativo che prevede, sulla base delle condizioni cliniche del paziente, un trattamento di tipo intensivo (in Ospedale presso l’Unità Operativa di Recupero e Rieducazione Funzionale) o di tipo estensivo (in ambito territoriale).
Tra le malattie cardiovascolari l’ictus in Italia è la seconda causa di morte e prima causa di invalidità e di disabilità nell’adulto.
La valutazione dei bisogni del paziente è globale e comprende gli aspetti assistenziali, sanitari e socio-economici. L’integrazione delle diverse professionalità, che collaborano con pari dignità, consente la definizione di un progetto assistenziale personalizzato. Il gruppo multidisciplinare è composto da neurologo, fisiatra, infermiere, operatore socio-sanitario (O.S.S.), fisioterapista, logopedista, assistente sociale e infermiere delle dimissioni protette, al fine di garantire continuità e appropriatezza del percorso di cura.
Scala D, piano 3.
Informazioni sull’ assistenza
Per qualsiasi informazione sull’assistenza, si rivolga all’infermiere di riferimento o al coordinatore del reparto, dal lunedì al venerdì dalle 12:30 alle 13:30, durante l’orario visite.
Per permettere agli infermieri di assisterla al meglio, contatti il personale solo in caso di necessità e non durante la somministrazione della terapia.
Se è previsto che un familiare fornisca assistenza continuativa, concordi le modalità con il personale medico e/o infermieristico.
Orari di visita ai degenti:
Dal lunedì alla domenica dalle ore 12.30 alle 13.30 e dalle ore 19.00 alle 20.00-
Al fine di garantire la sicurezza e la qualità dell’assistenza, l’accesso può essere regolamentato dal personale sanitario in relazione alle condizioni cliniche dei pazienti e alle attività assistenziali in corso.
Si raccomanda, inoltre, di evitare l’accesso ai bambini di età inferiore ai 10 anni, salvo particolari esigenze concordate con il personale sanitario.
