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Procedure per I.V.G. Interruzione volontaria di gravidanza

Il percorso per l’interruzione di gravidanza entro il 90° giorno dal concepimento si articola secondo la normativa vigente, la legge 194 del 1978, che ne stabilisce modalità e condizioni di accesso. E’ previsto un primo importante momento colloquiale e certificativo, che incoraggiamo a svolgersi nelle strutture territoriali individuate dalla legge stessa a tale scopo. Nei Consultori Familiari, infatti, accanto al ginecologo, operano anche le diverse professionalità psicologiche e sociali di supporto, cui la donna può rivolgersi per trovare le risposte più idonee ai bisogni, affinché la presa in carico riguardi la persona prima ancora del problema contingente.

La certificazione può essere rilasciata anche dal medico curante, dal ginecologo di fiducia o da un medico della nostra unità operativa.

Sulla certificazione non è prevista alcuna forma di obiezione di coscienza.

Con il certificato la paziente può poi rivolgersi direttamente presso il reparto di Ginecologia di Santorso, il lunedì pomeriggio dalle 18.30 alle 19.45 per la prenotazione dell’intervento.

In qualunque momento del percorso che sta per intraprendere la paziente potrà chiedere ulteriori colloqui con un ginecologo e se lo desidera, anche durante il ricovero, di parlare con una psicologa esperta.


Al momento del primo accesso in Ospedale, è necessario portare:

  • il certificato per l’interruzione di gravidanza;
  • i referti degli eventuali accertamenti già eseguiti (esami ematochimici, ecografia ostetrica);
  • la tessera sanitaria;
  • un documento d’identità.


L’espletamento della procedura è garantito entro i termini di legge e con la modalità più appropriata (farmacologica o chirurgica) secondo percorsi precisi ben codificati (ricoveri e sedute operatorie standardizzate secondo un modello organizzativo informatizzato).

Le metodiche utilizzate sono:

  • un piccolo intervento chirurgico di svuotamento (isterosuzione) e revisione della cavità uterina (R.C.U.) in anestesia generale (sedazione), con una permanenza in ospedale di una giornata, salvo complicanze.

La soluzione chirurgica si effettua in regime di ricovero giornaliero (day surgery), prevede l’esecuzione di esami pre-operatori e una valutazione ecografica e ginecologica di controllo nei giorni precedenti l’intervento, se non già effettuati in precedenza.

Il giorno dell’intervento è necessario presentarsi presso il reparto di Ginecologia alle ore 7, a digiuno, per l’accettazione in reparto da parte del personale dedicato, che sarà disponibile a rispondere a tutte le domande sulle procedure che saranno effettuate.

 

  • la somministrazione di due farmaci in successione (mifepristone- o RU486, e dopo 48 ore un farmaco della famiglia delle prostaglandine). Secondo quanto stabilito dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), tali farmaci possono essere usati per l’interruzione di gravidanza entro il 49° giorno dall’inizio dell’ultima mestruazione ed è previsto che sia garantito il ricovero in ospedale fino a che l’aborto non sia completato. Nella maggioranza dei casi sono necessari 3 giorni per l’assunzione dei farmaci e l’attesa del loro effetto abortivo fino all’espulsione del prodotto abortivo. La soluzione farmacologica è vincolata maggiormente a epoche di gravidanza molto precoci (entro la 7° settimana) e all’accettazione da parte della paziente di un trattamento e di un ricovero che possono prolungarsi anche per alcuni giorni.


Alla dimissione, solitamente nel primo pomeriggio, le pazienti che lo desiderano possono ricevere informazioni dettagliate circa le modalità di contraccezione più adeguate ed eventualmente la loro prescrizione.

Viene programmato un controllo del ßHCG entro un mese circa, per verificare il buon esito della procedura.